/Solidarietà alle occupazioni e alle mobilitazioni dei Sud.

Solidarietà alle occupazioni e alle mobilitazioni dei Sud.

La comunità del Giardino Liberato di Materdei, è complice e solidale con l3 occupant@ delle scuole e delle università napoletane e con chi sta bloccando porti e autostrade. Gli istituti occupati in città sono già più di trenta, e alle scuole si aggiungono le prime università. Dopo il 17 ottobre a Milano e nelle piazze di mezza Italia, il tempo del silenzio è finito. Stiamo con chi vuole rompere la gabbia della rassegnazione!

Siamo satur3 di questo sistema estrattivo e velenoso, che si è preso le nostre vite e i nostri territori!

Un sistema che per tenere a galla le sue piccole élite, ha bisogno di togliere il respiro a tutt3 l3 altr3.
Lo vediamo nelle scuole, dove i fondi per l’istruzione pubblica vengono tagliati ma si finanzia la ricerca bellica.
Lo vediamo tra gli edifici fatiscenti e le classi sovraffollate, la cui risposta del governo è un tetto del 30% agli alunni stranieri.
Lo vediamo mentre continuano ad aumentare i morti dell’alternanza scuola-lavoro.

Non è formazione, è addestramento ad una forza lavoro sfruttabile.

La conoscenza viene piegata agli interessi di grandi aziende private, mentre giovani ricercator3 vivono senza futuro e senza arrivare a fine mese. È un modello che produce precarietà e viene chiamato ‘merito’. Chi esce da questi percorsi trova ad aspettarlo stage non pagati, contratti a termine e salari che non bastano a pagare un affitto.

Fuori dalle aule la musica non cambia. Tra affitti impossibili, sfratti, sgomberi la città diventa per chi passa e non per chi resta.
Mentre l3 abitanti vengono cacciat3 i quartieri storici diventano friggitorie a cielo aperto, preda del turismo mordi e fuggi.

Per questo le mobilitazioni dei Sud hanno una forza particolare. I Sud sono stati trattati per decenni come serbatoi di manodopera a basso costo, territori da sfruttare, dove l’unico destino per l3 giovan3 è quello di fare le valigie e partire.
Chi occupa oggi vive sulla propria pelle le contraddizioni della sua terra e ha deciso di non subirle in silenzio, partono dalle barricate per difendere una possibilità di futuro,
qui e non altrove.

Per questo continueremo a soffiare nel vento di queste proteste. La vera violenza è di chi specula e devasta i nostri territori e le nostre vite, di chi ha ipotecato il nostro futuro e difende il decoro della vetrina di un negozio.

Il Giardino Liberato è nato dalla stessa pratica di liberazione: riprendere ciò che ci è stato tolto, trasformare l’abbandono in comunità, cura e decisione collettiva. Quello che l3 student3 fanno oggi nelle scuole, gli auto-trasportatori e gli agricoltori nei blocchi stradali, brucia della stessa sostanza che ci anima.

A chi ci mette il corpo, alle persone in mobilitazione rinnoviamo il nostro supporto. Le occupazioni sono uno squarcio di futuro, come lo sono le lotte per la casa, per un ambiente sano e una vita dignitosa. Sono la stessa battaglia. Costruiamo alleanze tra student3, lavorator3 e abitanti dei quartieri, tra colleghe, compagn3 di scuola e vicin3 di casa. Facciamo in modo che queste scintille siano solo la miccia di un cambiamento più grande. Nessuna lotta vince chiusa nelle sue mura.

Condividiamo l’appello del
Comitato Regionale NO CPR” e supporteremo con le nostre forze
il corteo del 24 Ottobre a Castel Volturno
e lo sciopero generale contro carovita e spese militari del 30 Ottobre.

Non vogliamo lager
né qui né altrove.

Giovedì 22 ottobre 2026