Il percorso arduo e sentito che ci ha spinto nell’elaborazione di un programma iniziale è da poco concluso. Abbiamo pensato di cominciare dalla guerra e giungere attraverso il viaggio della mente umana agli sconvolgimenti dell’animo attraverso la forza inestricabile e necessaria dell’immaginazione. Arte come difesa e azione dell’umano. Ovviamente tutto ciò esiste anche per essere cambiato e decostruito. Cinque anni fa cominciammo con un sogno, quello di poter condividere e vivere insieme la necessaria e urgente forza del cinema e i suoi linguaggi lontani da strutture condizionanti. Liberi e vivificanti insieme. Il portiere di notte è in questo caso un pugno allo stomaco, una porta in faccia alle sirene di tempi oscuri come questi. Nel rapporto tra vittima e carnefice Liliana Cavani offre uno scenario inedito della trasfigurazione dell’umano, ingombranti sensi di colpa e maschere sotto cui si nascondo personaggi efferati. La dietrologia del mondo a cui siamo abituati ad assistere da alcuni decenni a questa parte e la demistificazione storica utile ad un potere oscenamente disumanizzante di attuare un inabissamento della coscienza.
Liliana Cavani afferma: “ho voluto affrontare in modo particolare il tema della colpa, un tema che è stato trattato, da un punto di vista letterario, da due degli scrittori cui sono maggiormente legata, Dostoevskij e Thomas Mann. Mi ha interessato inoltre approfondire, da un’angolazione psicologica, il rapporto tra vittima e carnefice, in una cornice che presenta dei riferimenti con la realtà abbastanza precisi e non certo casuali”.
In una notte chiusa in una stanza dove le stelle sono nascoste dalle strutture, si consuma nell’incerto che avanza la solitudine e follia degli archetipi del mondo, un valzer, rito del consumarsi inesorabile e per quanto assurdo, più attuale che mai.
Vi aspettiamo! Dalle 17:30 i magici Drink and soprattutto draw di @io_marianna nella esercitazione di collettività. Dalle 21:00 film VOL.ORIGINALE SUB.ITA









